Potenziale in azione - La plusdotazione in cerca di scuola

Potenziale in azione. La plusdotazione in cerca di scuola è un progetto del Dipartimento SPGI, che affronta il tema degli studenti ad alto potenziale cognitivo, definiti anche plusdotati o gifted.
Nel 2006 un rapporto Eurydice (2006) indicava che gli studenti ad alto potenziale cognitivo rappresentavano tra il 3 e il 10% della popolazione scolastica. Ad oggi in Italia non sono disponibili dati sul fenomeno. La Direttiva del 27/12/2012 aveva incluso tra i bisogni educativi speciali (BES) l’alto potenziale cognitivo.
A ottobre 2025 è stato approvato in Senato il Disegno di legge sulle “Disposizioni in favore degli alunni e degli studenti ad alto potenziale cognitivo e delega al Governo per il riconoscimento dei medesimi”, attualmente in discussione alla Camera. Il DDL 180/2025 introduce, per la prima volta in Italia, un quadro normativo specifico per il riconoscimento e l’inclusione scolastica degli alunni con alto potenziale cognitivo.
In questo contesto, l’approccio sociologico si distingue da quello psicologico (principalmente focalizzato sulle certificazioni di tale condizione) e pedagogico (riferito a metodi e tecniche didattico educative per gli insegnanti con alunni ad alto potenziale cognitivo). L’approccio sociologico è rivolto alla comprensione del fenomeno attraverso tre aspetti peculiari:
1. La connessione tra attori: studenti e famiglie, docenti e dirigenti scolastici, associazionismo, gruppi informali, fondazioni ed enti del terzo settore, istituzioni educative locali;
2. L’ascolto delle voci di ogni attore con particolare attenzione per le narrazioni dei bambini, in un approccio che è quello della New Childhood Sociology, che riconosce ai bambini il ruolo di attori sociali competenti in merito alle questioni che li riguardano e quindi meritevoli di ascolto da parte degli adulti;
3. L’attenzione per le politiche pubbliche e la loro evoluzione rispetto a bisogni sociali emergenti.
ll progetto, sviluppato in collaborazione con l’Università di Torino, ha indagato durante la prima annualità di ricerca il tema dell’alto potenziale cognitivo dal punto di vista di bambini, adolescenti e loro genitori.
A partire da marzo 2026 si svolgerà un'indagine nelle scuole di ogni ordine e grado, mediante questionario on line volto a rilevare la conoscenza del fenomeno da parte degli/delle insegnanti e i loro bisogni formativi.
Il questionario è proposto agli/alle insegnanti delle scuole (dall’infanzia alla secondaria di secondo grado) di tre regioni: Veneto, Piemonte e Sicilia.
In autunno 2026 sarà proposta gratuitamente agli/alle insegnanti su Piattaforma Sofia una formazione sul tema dell’alto potenziale cognitivo.
Il Team di ricerca
- Giulia Maria Cavaletto (Responsabile della ricerca)
- Andrea Maccarini
- Martina Visentin
Il dibattito scientifico sull'argomento
La letteratura scientifica già oltre un secolo propose la nozione di Gifted Children (Henry 1920) per descrivere bambini in possesso di una dotazione cognitiva particolarmente elevata. In tempi recenti numerosi paesi europei hanno introdotto le cosiddette Gifted Education Policy al fine di fornire interventi didattici ed educativi adeguati a valorizzare le capacità degli studenti con queste caratteristiche e sostenere il loro sviluppo, attraverso la formazione degli insegnanti, programmi personalizzati e innovazioni didattiche (Koshy & Robinson 2006).
Gli studenti con alto potenziale cognitivo presentano capacità, metodi di apprendimento e conoscenze più avanzati rispetto ai coetanei, ma al contempo vivono situazioni di disagio, stentano a strutturare relazioni significative con i compagni della stessa classe e non trovano adeguati stimoli e motivazioni nei propri insegnanti (Keating, 2009; Worrel e Erwin, 2011). Occuparsi di alto potenziale cognitivo significa agire in favore dell’inclusione scolastica rispondendo a bisogni educativi che, privi di risposte adeguate, possono portare alla disaffezione agli studi e all’abbandono scolastico.
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